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CELIACI A PRAGA, ATTO 2.

Secondo caso, ma con un protagonista diverso, originario di Gualtieri (RE), di mancata tutela della cucina per celiaci a Praga.
In un locale del capoluogo ceco, appartenente ad una catena mondiale di caffetterie Fabio, un giovane che ha da poco scoperto la celiachia, ha chiesto espressamente al cameriere un prodotto gluten free, da abbinare alla sua tazza di tea.
Il cameriere, oltre ai COCONUTS sigillati ha proposto al giovane una torta brownie, su cui si trovava il sigillo SENZA GLUTINE, ma invece di essere sigillata, si trovava al primo ripiano partendo dal basso della vetrata. Nei piani superiori c’erano infatti delle ciambelle, croissant e altri prodotti derivati della farina.
Il ragazzo, dopo aver chietso infinite conferme spiegando (in inglese) la gravità del problema è stato rassicurato dal cameriere e ha mangiato il brownie.
Inizialmente non ha avuto problemi, ma poco dopo più di mezz’ora ha avuto le prime ricadute, chiudendosi nel bagno di casa, rifiutando ogni tipo di contatto.
Preoccupato il suo amico con cui sta visitando il capoluogo ceco:<< I primi sintomi di dolore li ha avuti dopo circa 30 minuti – dice L.T – ed è corso in albergo. Ora è fermo, ma fa spesso avanti e indietro con il bagno. Mi sto iniziando a preoccupare, lui mi sta rassicurando e dicendo che ora gli passa, ma preferisce non uscire e riposarsi>>.
Sintomi dolorosi, gonfiore addominale forte, lamentala di non essere stato abbastanza attento ma, allo stesso tempo arrabbiato per la scarsa attenzione del mercato straniero nei confronti della celiachia. << Se lo meriterebbero, ma non ho intenzione di sporgere denuncia – dice Fabio – una cosa è certa: andrò nuovamente in quel locale e parlerò con un responsabile, al costo di dover pagare un interprete. I prodotti senza glutine vanno tenuti chiusi, non aperti. Riconosco di aver sbagliato anch’io a fidarmi troppo, dopo essermi fato lavare il cervello sull’assenza di contaminazione. Purtroppo però, il mio intestino ha reagito male, quindi ho la conferma che in questa città, come in altri stati d’Europa, l’attenzione a questo tipo di patologia non sia all’ordine del giorno>>.
Parole non razziste, ma che avranno (quasi sicuramente) un seguito, data la confusione che vige ancora nel distinguere il veganesimo ( una scelta di vita) dalla celiachia ( una malattia genetica che necessita di particolare attenzione).

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