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IL MENO PEGGIO – TORINO

Da Torino a Cagliari, passando per Roma e Napoli, dieci italiani hanno espresso la loro preferenza politica e la loro profezia su quello che sarà l’esito delle elezioni.
Nel capoluogo piemontese, che in pochi identificano come la prima capitale d’Italia,  due giovani – uno studente del Politecnico e un neo laureato in Scienze Politiche – hanno espresso, all’interno della storica cioccolateria “Bicerin”, il loro pensiero, coinvolgendo anche le storiche proprietarie della caffetteria, esistente sin dal XIX secolo.
Non è un caso infatti, aver intervistato Luca e Federico, all’interno di questo locale, dove il quadro di Cavour mira dritto verso il bancone incitando i suoi concittadini a compiere la scelta giusta. 
<< Ma qual è la scelta giusta – ha chiesto Federico, lo studente d’ingegneria – il precariato continua, non si trovano dei lavori che possano garantire un’opportunità di crescita non solo professionale, ma ance finanziaria. Votare Silvio, Renzi o Di Maio, non comporterebbe alcun cambiamento. Torino, con la giunta Fassino, ha subito un enorme cambiamento tornando ad essere una vera capitale, con il RISORGIMENTO delle sue bellezze, rimaste nascoste dagli anni dell’industrializzazione all’anno delle Olimpiadi. Dopo la laurea, mi vedo già all’estero in mercati emergenti come quelli orientali. Non aspiro ad entrare per tre mesi in FCA o, se dovesse vincere Silvio, in una delle sue aziende>>. Le parole del 25 enne, originario di Moncalieri, fanno pensare che nel suo seggio di riferimento, non ci sarà la firma del suo voto:<< Inutile andare a votare, non cambierà nulla, dobbiamo scegliere sempre il meno peggio, ma alla fine per noi cittadini cosa cambia?>>. Scettico, ma con una tendenza a dare una terza (anche se sarebbe quinta in termini di governo) possibilità a Forza Italia, il giovane Luca, ventisettenne laureato in Giurisprudenza, prossimo all’esame da notaio: << Leggendo i loro programmi elettorali, tutti hanno promesso di abbassare le tasse e di cambiare molte cose. In ambito di marketing, si stanno vendendo bene sia Berlusconi che Di Maio, Renzi oramai ha finito i suoi giorni. Lo stesso vale per Gentiloni e per tutta la classe PD. La nostra Costituzione è molto contraddittoria e finora non è stata sempre applicata nel modo giusto. Domenica voterò, ma sono indeciso tra il gruppo Berlusconi ( che comunque non potrà esercitare potere fino al 2019), Salvini – Meloni e Di Maio. Il campano potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era, ma siamo sicuri che sarà migliore della precedente? Domenica ci troveremo a scegliere tra l’usato (quasi garantito) e il nuovo. Se dovesse vincere Di Maio, spero solo che che cambi veramente tutto, ad iniziare dai requisiti d’età nei concorsi pubblici, i quali avrebbero bisogno di incrementare il personale e che possa fare delle leggi dove venga CONDANNATO l’assenteismo dal pubblico impiego e tante altre ruberie. Forse ora, ci vorrebbe un nuovo Camillo Cavour>>, chiude il giovane fissando la foto dell’ex ministro, morto poco dopo l’unità nazionale.

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