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IL MENO PEGGIO – MODENA.

Da Reggio Emilia a Modena, passando per il paesino più bello dell’intero capoluogo geminiano: Formigine.
Un comune da sempre P.D, comandato da un sindaco donna, Maria Costi, con un buono staff – eccetto alcuni – di assessori e consiglieri, tutti con un ideale chiaro: renziani, bersaniani, ma (strano da dire) ci sono anche tanti grillini – berlusconiani.
In un bar limitrofo lo storico castello duecentesco, due uomini: un consigliere e il barista proprietario dell’attività hanno espresso la loro, sorprendendo il pubblico.
<< Sono dieci anni che in Italia non abbiamo più un presidente eletto dal popolo – apre Domenico, proprietario del locale – il che vorrà significare qualcosa. Berlusconi ha stilato un ottimo programma elettorale, sono sicuro che sarà lui a vincere le elezioni, magari mettendo Salvini (o la Meloni) alla Camera, uno degli over 40 al Senato ( Tajani ad esempio) e uno dei due pupilli a Palazzo Chigi. Vivo da diversi anni in Emilia, ho sempre votato a sinistra, ma da dieci anni a oggi, mi rendo conto che forse l’unico a cui darei in mano le chiavi del paese sarebbe un “dirigente” di Silvio. In questo caso, direi Salvini. Ha cambiato la storia della Lega, ha aperto le porte anche al sud. Precedentemente non si era mai vista una cosa del genere. Sono sicuro che stavolta Renzi, Emiliano e i loro carissimi candidati perderanno e di molto. Il vero nemico sarà Di Maio>>.
Per un votante di destra, cosa rara che però a Modena ha preso piede da un anno, ce né uno che invece punterà sulla facile vittoria dei grillini, movimento che rappresenta pubblicamente nella cittadina del distretto ceramico.
<< Non ci sarà un meno peggio – apre M.C – domenica avrà inizio una nuova era che riscriverà la storia dell’Italia. I problemi da affrontare sono tanti e noi grillini, gli unici ad aver conquistato senza bisogno di alleanze i posti alla Camera e al Senato nel 2013, siamo pronti a prendere in mano le redini del paese. Lo ripuliremo dalla spazzatura precedente e, con una bella passata di mocio, inizieremo a mettere su le prime fondamenta della nuova Italia. Un Italia che in questi anni ha perso molto su tutti i fronti, diventando molto restrittiva nel dare lavoro alle persone. Il lavoro è un diritto del cittadino; la gente ora va all’estero alla ricerca delle occasioni che le precedenti legislature non hanno concesso, per via delle raccomandazioni. Dobbiamo ricostruire un paese danneggiato da tutte quelle finte potenze nemiche che si sono arricchite sulle nostre tasche. Tra domani e lunedì brinderemo alla conquista – dopo dieci dalla fondazione- del Movimento 5 Stelle, il primo movimento, ripeto Movimento che ha rinunciato a tutti i benefit che gli spettano, cercando di abbassare il debito pubblico, causato dalla tanto cara sinistra, ruba idee, dal 1946 ad oggi. Se vincerà Berlusconi? Vorrà dire che ci piace essere presi per i fondelli. Renzi? Non vincerà affatto, anzi nemmeno doveva ricandidarsi, data la sua promessa di uscire per sempre dalla vita di palazzo dopo la sua caduta>>. Una caduta dove la regione Emilia – Romagna ha tirato il suo bel sasso, mostrando pienamente la mano, con una vittoria del centro sinistra al 51%: cosa rara per una regione che ha sempre visto il blocco (semi) rosso trionfare tra il 70 e l’80% delle preferenze.

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