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CHI SALIRA’?

Buonasera lettori, sono sicuro che vi chiederete: ma che fine hanno fatto i post di Viterbo, Roma, Cagliari e Napoli? Ebbene si, quei posto non ci sono, non abbiamo fatto in tempo a completare il giro e, data la presenza ai seggi del sardo, ci siamo trovati spiazzati all’ultimo. Inutile che vi dica la figura, ma ora non conta più, tanto #menopeggio o non, il quorum necessario per chi dovrà rappresentare Camera, Senato e poi Governo non è stato raggiunto.
Un raggiungimento che non c’è stato: vero, ma queste elezioni hanno segnato un passo storico nella nostra nazione. Per la prima volta, in Emilia – Romagna, la sinistra ha visto perdere il suo dominio, il nord è tornato in mano al centrodestra, il sud si è invece dichiarato completamente grillino.
Guardando la cartina della nostra nazione, possiamo affermare di essere tornati nel XIX secolo, quando da Torino ebbero inizio le guerre d’indipendenza.
Quasi tutto il nord è di colore blu, in Emilia il rosso colora soltanto alcune zone: Modena città, Imola, Reggio Emilia anche se con una tonalità inferiore, fino a raggiungere l’altra facciata dell’appennino in Toscana. Soltanto Sesto Fiorentino, Empoli e il quartiere vecchio di Firenze vedono sventolare bandiere PD, insomma Renzi ha perso persino in casa. Dalla città del nostro ex Pinocchio a Roma, riparte il centro destra, eccetto le zone del litorale. Il sud invece è completamente giallo, giallo grillino.
Che siano 5 o 50 le stelle di Grillo hanno vinto, anche se non con una maggioranza che gli avrebbe aperto le porte al potere ( 40% necessario); Salvini ha scavalcato Berlusconi e il P.D ha subito il tracollo; un tracollo che per molti sarebbe dovuto arrivare qualche anno fa, ma come dice il detto: “meglio tardi che mai”.
Ora siamo qui, ad attendere l’elezione interna dei presidenti di Camera, Senato e le decisioni del caro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Riusciranno a trovare un accordo Di Maio e Salvini?
Una cosa è certa: da dieci anni non abbiamo più una legislatura eletta direttamente da noi, speriamo di non cadere in un altro (ed ennesimo) governo tecnico.
Complimenti comunque ai 5 Stelle: dopo 10 anni di duro lavoro e 5 anni di legislatura, siete riusciti – da soli – a raggiungere un buon punteggio.
Che sia questo il vostro momento, anche se ci vorrebbe un nuovo Cavour.

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