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157 ANNI DI STORIA.

Accadde oggi: 17 Marzo 1861, proclamazione del Regno d’Italia.
Oggi è un giorno importante per la nostra nazione che spegne le sue 157 candeline.
La nostra legge non lo riconosce come giorno, purtroppo dobbiamo dare colpa all’ignoranza di chi ci governa, ma per la storia d’Italia oggi si celebra la nostra unità.
La prima vera e storica unità nazionale che va da nord a sud.
Il Parlamento, composto da Camera e Senato, si era riunito in seduta comune, alla presenza del re Vittorio Emanuele II e del Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour, proclamando ufficialmente la nascita di una nuova nazione europea: l’Italia.
Da quel giorno tutte le parole che viaggiavano da nord a sud divennero fatti: Vittorio Emanuele II di Savoia, ultimo re di Sardegna, divenne il primo re d’Italia per grazia di Dio e per volontà della nazione, assumendo tale carica anche per i suoi successori.
Nel mese di febbraio, il 18 esattamente, a Palazzo Carignano si era già tenuta la prima seduta del nuovo Parlamento, ma quella domenica di primavera, tutto divenne vero. L’Italia aveva finalmente completato (anche se non del tutto) la sua unità, grazie al duro lavoro di quattro importantissimi elementi: il re, il Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour, il repubblicano Giuseppe Mazzini e l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, autore della spedizione dei mille che consegnò, a Teano il 26 Ottobre 1860, nelle mani del re l’intero meridione, conquistato insieme alle sue camicie rosse, tra le quali figuravano anche altri due personaggi importanti della neonata nazione: Nino Bixio e Francesco Crispi.
Da ottobre a marzo accaddero tante cose tra i palazzi e le vie di Torino: per la prima volta dal meridione arrivarono i primi parlamentari; uomini che, nonostante avessero votato nel plebiscito l’annessione al regno, sentivano addosso ancora l’appartenenza al regno borbonico.
L’accento francese del re e del Primo Ministro non era certo di buon auspicio, soprattutto dopo la cancellazione – da parte di Cavour – dell’esercito garibaldino.
In quei mesi l’Italia unita militarmente era ancora da fare: nonostante la proclamazione del regno, all’unità mancavano ancora alcuni pezzi per completarla: il Veneto e lo Stato Pontificio, dove una certa Roma attendeva di essere nominata capitale.

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